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IL SENSO DELLA NEVE. Popoli, arte antica e sguardi contemporanei

A cura di Sara Rizzo e Alessandro Oldani

MUDEC -- Museo delle Culture, via Tortona 56 Milano

12 febbraio - 28 giugno 2026

La neve è un fenomeno naturale e quasi magico che ha da sempre condizionato e al contempo ispirato il genere umano. La mostra, curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani e realizzata in collaborazione con la rete MIPAM, è un viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia esponendo oltre 150 opere tra dipinti, installazioni e oggetti etnografici.

Artisti presenti in mostra: Pia Arke, Wilson Bentley, Alighiero Boetti, Anna Valeria Borsari, Giuseppe Bozzalla, Pieter Brueghel il Vecchio (maniera di), Judy Chicago, Francesco Clerici, Utagawa Hiroshige, Zhang Huan, Angelo Inganni, Juanasie Jack Ittukalla, Omi Kodama, Irene Kopelman, Utagawa Kunisada, Utagawa Kuniteru, Utagawa Kuniyoshi, Gysbrecht Leytens, Antonio Ligabue, Emilio Longoni, Cesare Maggi, Summer Mei-Ling Lee, Philipp Messner, Sosuke Namigawa, Leah Nuvalinga Qumaluk, Walter Niedermayr, Shimabuku, Chiharu Shiota, Barbara T. Smith, Joe Talirunili, Utagawa Toyokuni, Xu Zhen.


 

ESPORRE L'HABITAT. DISPLAY DELL'ABITARE. Giornata di studi

A cura di Anna Rosellini e Stefano Setti

Università di Bologna, Dipartimento delle Arti - Salone Marescotti, Via Barberia 4/2

27 settembre 2025

Intervento di Federica Boragina: "Suonare Borsari". L'immaginario domestico nell'opera di Anna Valeria Borsari


 

Anna Valeria Borsari
APRIL IS THE CRUELLEST MONTH

A cura di Giulia Colombo

Ghiacciaia della Biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano – Via Festa del Perdono 7

4 – 19 Aprile 2024 / da Lunedì a Venerdì ore 9 – 18

April is the cruellest  month is the newest installation by artist Anna Valeria Borsari. Borsari’s complex practice aims toward the elaboration of images and installations, which convey her reflection on the meaning of time, memory and the cultural identity of places. The installation April is the cruellest month is set upin the covered rotunda of the icehouse in the Philosophy Library of the University of Milan. The title is a clear homage to the famous opening verse of Thomas Stearns Eliot’s poem The Waste Land: Eliot’s verses resurfaced to Borsari’s mind in the month of April 2023, while she was collecting war images from television broadcasts, sparking a dialogue with the installation’s constituent elements (the flowers and the images of war) and with her own creative process.  War and devastation, whose aftermath was also at the origin of Eliot’s poem, is at center of this new work by Borsari, a keen and lucid observer of contemporary events. Images of destroyed cities in Ucraina and other unidentified parts of the word are juxtaposed with a bouquet of fresh flowers (destined to wither during the exhibition), creating a minimal but powerful “monument” to the precariousness of life.

April is the cruellest month è l’ultima installazione di Anna Valeria Borsari, artista visiva che da decenni impiega i mezzi espressivi più diversi  per elaborare una riflessione centrata sul tempo, sulla memoria, sull’identità dei luoghi e sull’attualità storica. L’opera è allestita nella rotonda coperta della ghiacciaia della biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. Il titolo rimanda al celebre incipit del poemetto The Waste Land di Thomas Stearns Eliot, riaffiorato alla memoria dell’artista mentre, nelle ultima giornate di aprile dello scorso anno, stava raccogliendo fotografie di paesi in guerra tratte da trasmissioni televisive o pervenute da amici; nell’opera le immagini innescano un dialogo con gli elementi costitutivi dell’installazione e con lo stesso procedimento poetico di Borsari. La guerra, che informa integralmente il poemetto eliotiano, è al centro di questo ultimo lavoro di Borsari, attenta osservatrice e interprete degli avvenimenti della contemporaneità. Immagini di città distrutte in Ucraina e in altre parti del mondo non identificate sono accostate a un mazzo di fiori freschi, “monumento” effimero alla precarietà della vita, destinati ad appassire durante la mostra.

April is the cruellest month.
Un’installazione di Anna Valeria Borsari

Giulia Kimberly Colombo

April is the cruellest month è l’ultima installazione di Anna Valeria Borsari, allestita nella rotonda coperta della ghiacciaia della biblioteca di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano e visitabile dal 4 al 19 aprile 2024. Il titolo è un prestito e un omaggio al celebre incipit del poemetto The Waste Land di Thomas Stearns Eliot, pubblicato per la prima volta nel 1922 sulla rivista “The Criterion”, riaffiorato alla memoria dell’artista mentre, nelle ultime giornate di aprile dello scorso anno, stava raccogliendo le immagini di guerra provenienti da trasmissioni televisive e da amici, poi ricomposte nell’opera. Per questa installazione l’artista ha attinto a forme mediali e riferimenti eterogenei - linguaggio letterario e visivo, fonti storiche e contemporanee - secondo una modalità che le è propria ormai da decenni e dove il sottile effetto di vertigine poetica origina proprio dall’incontro-scontro tra la quotidianità, l’esperienza empirica personale, con gli strumenti e gli argomenti della narrazione storica, del mito, del racconto biblico, ma anche della tradizione artistica e letteraria.
In April is the cruellest month l’attualità prende la forma di numerosi fotogrammi strappati ai telegiornali che mostrano scene di guerra, distruzione e conflitti in corso in diverse parti del mondo. Questi frammenti riconoscibili, anche se volutamente non ricondotti a una specifica guerra in uno specifico luogo, sono collocati su una tela a cavalletto e circondano un’immagine centrale più grande: qui, in una strada qualunque, una donna di spalle è intenta a osservare una sequenza di piccoli dipinti che ritraggono generici vasi di fiori, poggiati al muro esterno di un edificio di una città ucraina. La locandina di un film e una scritta in cirillico, “oggi sullo schermo”, chiariscono che la parete cui i dipinti sono addossati è quella di un cinema, ma l’ingresso è sbarrato. Perché? Nessun dettaglio conferma il sospetto che vi sia un nesso tra le fotografie di bombardamenti e il cinema serrato. Eppure, letto nell’insieme, quell’episodio di vita comune assume i contorni di un istante di precaria normalità che si stacca dal corso “superiore” delle vicende storiche: una guerra, si intende, è l’orizzonte che accomuna questi stralci di distruzione e quiete, di straordinario terrore e ordinaria tranquillità.
Questa sovrapposizione e compresenza di più tempi, l’uno vicino all’osservatore, irriducibilmente individuale e presente, l’altro in certo senso sovra-umano, indipendente dal percorso esistenziale di ciascuno, talvolta radicato in un passato di cui si è persa l’origine, definisce la natura concettuale di molte opere di Borsari e rappresenta uno dei motivi di ricerca più indagati dall’artista. E su questo punto si impernia una prima, importante corrispondenza tra Borsari e T. S. Eliot, per il quale “tutte le manifestazioni del tempo sono contemporanee” e che attraverso la poesia muove dal piano materiale a uno metafisico nel tentativo di esprimere in versi ciò che di universale e immutabile accomuna l’esistenza degli esseri umani. Eliot inizia la stesura di The Waste Land nel 1921, in un momento di grave difficoltà psicologica (il poema è scritto durante un soggiorno di cura da un esaurimento nervoso presso un sanatorio di Losanna, su cui pesa anche il matrimonio infelice con Vivienne Haigh-Wood). D’altronde The Waste Land è intimamente informato dai contemporanei accadimenti storici e dal diffuso senso di perdita del baricentro che segue il primo conflitto mondiale, in linea con una condizione esistenziale elaborata da gran parte della generazione modernista di scrittori, poeti e artisti. Il citazionismo che caratterizza il poemetto eliotiano, tanto raffinato nel derivare spunti teologici, filosofici, letterari da un bacino di erudizione notevole, che spazia da Sant’Agostino a Dante, ai simbolisti francesi, al teatro elisabettiano, alla letteratura contemporanea americana e inglese, quanto ossessivamente impiegato in quasi tutti i versi che lo compongono, è tra le spie più evidenti di questa ricerca forsennata di appigli che puntualmente non sono più in grado né di conferire autorevolezza alla voce poetica, né di fornire appoggi morali in tempi di inquietanti fermenti bellici. Ciò che si sgretola, sotto gli occhi di Eliot, è un intero complesso di verità culturalmente consolidate, di grandi maestri sui quali il poeta ha costruito una vita di studio, ricerca e produzione letteraria, ma che improvvisamente, di fronte allo sfascio e allo spreco di vite umane, si mostrano inabili a guidare l’umanità che le ha prodotte.
La riflessione sul tempo — tempo interiore e tempo storico — che Borsari condivide con Eliot si esprime anzitutto nella sentita esigenza di prendere le mosse, nel proprio agire artistico, dall’osservazione della contemporaneità, per poi spingersi oltre e trovare la forma più adatta a una resa universale, senza tempo, del messaggio.
Un secondo motivo di assonanza riguarda il procedimento espressivo che è alla base della costruzione dell’opera. In un notissimo saggio dedicato all’Amleto di Shakespeare, scritto pochi anni prima di The Waste Land e pubblicato poi nel 1917 nella raccolta di scritti critici The Sacred Wood, Eliot mette a punto una formula di grande fortuna con la quale spiegare la modalità con cui l’emozione è suscitata da un’opera. Egli ritiene che in arte l’emozione non si possa rappresentare: essa accade, prende vita in noi dall’interazione complessa di oggetti, parole, immagini, che egli chiama “correlativo oggettivo” dell’emozione: “‘l’inevitabilità’ artistica - afferma - sta in questo completo adeguamento dell’esterno all’emozione”.
In maniera analoga, Borsari può avvalersi di volta in volta di mezzi pittorici, sonori, linguistici, coinvolgendo lo spettatore ora in una dimensione spaziale, ora tutta mentale. Nella scenografia essenziale di April is the cruellest month, notiamo che di fronte alle immagini di guerra è posizionato un tavolino, sul quale poggia un vaso contenente un mazzo di fiori freschi. Ad un primo livello di lettura, questi ci rammentano ancora una volta il fluire incessante del tempo. Il loro lento appassire funge, secondo una sedimentata tradizione iconografica, da memento mori. Tuttavia, la familiare presenza dei fiori, per quanto incongrua in una biblioteca, dispiega in realtà altre funzioni. L’anomalia, soprattutto se minimale, di un oggetto “fuori contesto” è un altro degli espedienti prediletti da Borsari, la condizione necessaria a risvegliare l’attenzione dello spettatore accompagnandolo nell’opera in punta di piedi, senza suggerire alcuna risposta alle domande che essa pone. Sono i fiori freschi ad attivare un meccanismo di rispecchiamento con le immagini, non tanto per contrasto con le vedute di devastazione, che continuiamo a respingere internamente come fatti innaturali ed estranei alla nostra esistenza, ma per affinità con quella scena di calma apparente, sospesa nella sua vacillante normalità. Potremmo essere noi la persona che, di passaggio sul marciapiede in un giorno d’inverno, si accosta distrattamente ai mazzi di fiori dipinti e ne assapora per un istante la muta bellezza nell’incombente frastuono di un bombardamento? Tutto questo, la promessa di un’innocente evasione al cinema, un quadretto senza pretese che attira su di sé occhi stanchi ma ancora desiderosi di bellezza, potrebbe scomparire presto. Come già nelle precedenti Opera ambulante (1983) e Quello che ha visto la moglie di Lot (1981), il nostro sguardo si rispecchia in quello di un altro e trova nella mediazione figurale e concettuale dell’immagine il suo punto di fuga.
Per Borsari, i fiori sono il correlativo oggettivo dell’inquietudine e, di fronte alle fotografie, quasi un tributo alla virtualità della rappresentazione e ai suoi poteri. La parete magica verso cui siamo dirottati è, al contempo, altare e schermo da cui prende avvio un percorso di rimandi e allusioni, verso un altrove appena accennato che apre alla possibilità di un altro spazio e un altro tempo. Quando l’incantesimo dell’immagine si interrompe ci accorgiamo della sua inconsistenza e, ponderando la lente distorcente di quel cannocchiale attraverso cui abbiamo osservato la realtà, siamo sorpresi della distanza che riesce a simulare. Ma è davvero un’illusione? Oppure ogni immagine, adeguatamente inserita in una cornice e predisposta così ad essere veramente guardata, opera in noi un dislocamento e spalanca sempre dalla sua superficie un’insondabile profondità?


Giulia K. Colombo, Anna Valeria Borsari, sitting on the stoop, An artistic journey trhroug identity, place and relation

Dipartimento di Arte e Design dell’Università di Ùstì nad Labem, Repubblica Ceca https://www.youtube.com/watch?v=mN9zV-id3tI

Febbraio 2023


Anna Valeria Borsari
DALL’ACROPOLI AL PIREO

Dall’Acropoli al Pireo (From Acropolis to Piraeus), is a site-specific installation by Anna Valeria Borsari. The work consists of a painting hanging on the remaining wall of the first floor of a demolished building at 126 Dimofontos Street in the district of Petralona in Athens. The location of the intervention responds to the artist's interest in the relationship between the archaeological site of the Acropolis and the port of Piraeus, both symbols of the dissemination of ancient Greek culture and the country's modern tourist industry. The timeless sea, which Borsari painted for the purposes of this intervention, aims to contrast the perpetual nature with the ephemerality of man-made constructions. The seascape, made with materials unsuitable for outdoor use, will unpredictably decompose or disappear. With this new intervention, Anna Valeria Borsari continues her longstanding research that is addressing the boundaries between private and public, interior and exterior, as well as the anonymity of the artistic gesture and the poetic aspect of decay as an inevitable condition for all human creations. (…)

Orestis Mavroudis

CLOSING SOON presents a documentation of Dall’Acropoli al Pireo (From Acropolis to Piraeus), and others works and publications of the artist.

ADDRESS Egidion 31, 11853 Athens GR

E-MAIL info@closingsoon.gr
WEBSITE www.closingsoon.gr
FACEBOOK closingsoonart
INSTAGRAM closingsoonart


Anna Valeria Borsari, Ora sono qui, conversazione con Silvia Paoli e Giorgio Zanchetti, ed. Mimesis, 2021

 

 


SCHEMA 50. UNA GALLERIA FRA LE NEO-AVANGUARDIE (1972 – 1994)
A cura di Stefano Pezzato con Raul Dominguez, Desdemona Ventroni e CID/ Arti Visive

11 giugno – 9 ottobre 2022

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Prato

 


NO NEON NO CRAY
A cura di Gino Gianuizzi

MamBo Bologna

12 Maggio – 4 ottobre 2022

 


Projections

Closing soon

20 - 01- 2022 / 23 - 01- 2022

Athens

Projections is a series of screenings exploring the unexpected unfolding of minimal and fragmented narratives. The selected works use a plain yet evocative language and merge diverse generations, origins and styles. Each day of the screening two videos are screened simultaneously. Presenting the eight videos in pairs aims to highlight the reciprocal influence they have on understanding the other, in addition to the relationship between the works and the viewer. The pairing responds to their complementary functions, both in terms of form and content, as an attempt to reveal the impact of associations and manipulations in the perceptual process. Projections investigates the discomforting aspects of the act of seeing and being seen, ultimately focusing on the contradiction between what we see and what the I/eye wants to see.


La quarta madonna

Chiesa di San Gottardo in Corte, Milano

10 novembre 2021 - 7 gennaio 2022

Attorno alla quarta madonna



Anna Valeria Borsari

da qualche punto incerto

10 settembre 2021 – 13 febbraio 2022


Il Museo del Novecento presenta “Anna Valeria Borsari. Da qualche punto incerto” a cura di Giorgio Zanchetti e Iolanda Ratti con Giulia Kimberly Colombo, una personale di Anna Valeria Borsari che racconta il lavoro dell'artista bolognese dalla fine degli anni Sessanta a oggi: un percorso di continua esplorazione dei temi dell’identità e del rapporto tra realtà e rappresentazione, attraverso la scultura, il medium fotografico, l’installazione e l’intervento nello spazio.

Ispirata ai suoi studi di linguistica e filosofia del linguaggio e nata al di fuori dei circuiti tradizionali, la pratica artistica di Anna Valeria Borsari è il frutto di un costante esercizio di ricerca che parte dalla sua soggettività per entrare in rapporto con l’osservatore e con l’ambiente che circonda l’opera. La sua indagine approda quindi al concetto di luogo: un campo di azione e di relazione che è definito dall’intervento dell’artista ma è a sua volta capace di indirizzarlo verso esiti inaspettati, esponendolo alle influenze di una serie di agenti esterni.

“Da qualche punto incerto” mette in evidenza come la sua sperimentazione sia stata anticipatrice di alcune esperienze, come quella della dimensione site-specific, divenute centrali per gli artisti delle generazioni successive, offrendo una panoramica a tutto tondo della pratica concettuale dell'artista.
Una nuova installazione prodotta per l’occasione viene presentata all'interno del percorso espositivo, che segue le principali tematiche e linee di ricerca che Anna Valeria Borsari ha approfondito con coerenza in tutta la sua attività, mostrando un dialogo tra opere distanti per datazione e tecnica, ma concettualmente affini.

Partendo dagli anni Settanta, nella prima sala è evidenziato il passaggio dalle serie fotografiche – con cui l’artista sancisce l’impossibilità di definire la realtà attraverso le immagini – a un campo più ampio di strumenti – pittura, installazioni e interventi site-specific – al limite tra realtà e finzione. Se in questo caso il tentativo è quello di esprimere l’accettazione e l’elaborazione della perdita dell’identità soggettiva nell’altro, il 1977 segna un’ulteriore apertura a contributi e interferenze esterne: il pubblico, spesso inconsapevole di assistere a un gesto artistico, l’ambiente naturale e urbano e gli oggetti quotidiani ricontestualizzati entrano a far parte dell’opera, alterando e talvolta giungendo a cancellare l’intervento stesso dell’artista. In questo ampio campo di possibilità e partecipazione, Borsari rinuncia in un certo senso al ruolo di unica artefice dell’opera: non cerca infatti di dominare completamente energie e situazioni da lei stessa innescate, ma si limita a evidenziarle e raccordarle in un discorso poetico.

Nella Sala degli Archivi vengono ulteriormente declinati i punti nevralgici della sua pratica artistica: la memoria, la trasformazione, la relazione e il luogo. Qui sono poste in dialogo due installazioni per restituire un ritratto più recente dell’artista e della sua posizione nei confronti del pubblico e della società. "Lotteria" è la ricostruzione di un’installazione del 2000, una sorta di autobiografia composta di oggetti e ricordi personali, che nella versione originale veniva dispersa tramite una pesca a premi; un’indagine sulla posizione dell’artista si trova in "Da remoto", il nuovo lavoro concepito per questa mostra. L’esposizione è completata da materiali quali inviti, fotografie e pubblicazioni.


Il Museo del Novecento conferma con questo progetto la propria vocazione nell’ambito della ricerca storico artistica. Grazie a un approfondito lavoro a stretto contatto con l’archivio Borsari, si presenta al grande pubblico la figura di un’artista particolarmente interessante, approfondendo al tempo stesso la complessità del Novecento, in particolare a partire dagli anni Settanta, come culla delle sperimentazioni mediali, dalla pittura alle immagini in movimento.


Autoprogettazione -  www.autoprogettazione.com – Instagram
Galleria Milano, Milano, da Aprile 2020

Anna Valeria Borsari

Dalla notte al giorno

Istruzioni
Appostarsi con smartphone o macchina fotografica alla finestra della propria camera, la sera, prima di dormire, ed il mattino, al risveglio, per scattare foto alla luna ed al sole nel tentativo di coglierli in una posizione in cui siano sovrapponibili. Occorre una certa pazienza, bisogna ripetere prove per più e più giorni, e si possono accettare anche risultati approssimativi.
Poi accostare le immagini, ma non sovrapporle.


artistsantiviruselfiesarchive
Brigata es, da Marzo 2020, Instagram  


Presentazione del libro di Anna Valeria Borsari, Anna Battistini è su Facebook,  Postmedia book, 2019
Giovedì 12 Dicembre 2019, Ore 18
Ne parlano con l’autrice: Ruggero Eugeni, docente di semiotica dei media, Università Cattolica, e Giorgio Zanchetti, docente di storia dell’arte contemporanea, Università Statale di Milano
Fondazione Mudima, Via Tadino 26, Milano

In questo libro, scritto dopo aver posto la parola “Fine” ad Anna Battistini è su Facebook - opera realizzata nel noto social -, Anna Valeria Borsari ripercorre le iniziali motivazioni del proprio lavoro, portate poi avanti nel tempo, ed osserva come dall’inizio degli anni Ottanta vi sia stata una totale inversione di tendenza rispetto a quel processo di “uscita dal soggetto” che almeno da un secolo si era avviato, secondo un’ininterrotta linea di pensiero deviante rispetto al neoplatonismo ed all’idealismo su cui si fonda la nostra cultura occidentale. Rilevanti mutazioni della concezione di identità, ascrivibili alla cosiddetta civiltà dei consumi oltre che alla grande diffusione di nuove tecnologie, hanno infatti riportato il soggetto al centro dell’attenzione, se pur in modo assolutamente diverso da quello che poteva essere l’antropocentrismo rinascimentale; l’uomo infatti non è più al centro del mondo che può osservare e riprodurre, ma si trova immediatamente immerso in una dimensione “plurale”, alla ricerca di una sua identità nelle frammentarie  immagini che il mondo gli riflette.  

Nel teatro della crudeltà di Antonin Artaud, come nei voli spettacolari e negli scritti di Amelia Earhart, pilota americana dei primi decenni del 900, di cui Borsari ha postato testi ed immagini nel suo lavoro su FB, si avvertiva, se pur con modalità ben differenziate,  la necessità di andare oltre se stessi, di trascendere il quotidiano, per raggiungere l’assoluto  attraverso il proprio sacrificio. “Ma in quegli anni in America, come in Europa, la grande diffusione di giornali, la pubblicità, la radio, il cinema, avevano già dato inizio a quel contesto mediatico e pubblicitario insieme che può condizionare l’individuo”; così, come scrive l’autrice, “la necessità di avere un pubblico che si immedesimasse in quanto si stava facendo, anticipava quello che oggi avviene in modo parossistico, quando tutto è immediatamente da mostrare, prima ancora che da vivere”.


Intermedia - Archivio di nuova scrittura
La collezione di Paolo Della Grazia

Intermedia

Museion Bolzano e Mart Rovereto presentano una doppia mostra sull’Archivio di Nuova Scrittura (ANS), la collezione di Paolo Della Grazia dedicata alle ricerche tra parola e immagine, con particolare attenzione ai movimenti della Poesia visiva e visuale, Poesia concreta e Fluxus. Nel 1998 il collezionista decise di collocare la sua raccolta, tra le più importanti del settore a livello mondiale, a Rovereto e Bolzano, per favorirne lo studio e la valorizzazione. Nasce da qui la doppia esposizione che si sviluppa contemporaneamente nei due musei.

Una produzione Museion Bolzano e Mart Rovereto

Dal 22 novembre 2019 al 07/06/2020


POSTUTTO. Resistenza dell'arte nella società postculturale

Milano, venerdì 11 ottobre 2019
Ore 9,45 – 18,30
Sala Crociera Alta di Studi Umanistici
Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono 7, 20122, Milano

Convegno curato da Sara Fontana e Giorgio Zanchetti, e promosso da Archivio Ricerca Visiva  e dalla Fondazione Borsari,  in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e l’Università degli Studi di Pavia.

Interventi di : Ruggero Eugeni, Il capitale algoritmico. Media, arte, intelligenze artificiali; Gigliola Foschi, Decodifiche inattese e immagini “resistenti”; Andrea Pinotti, Entrare nell’opera, uscire dalla cornice: an-icons; Paolo Fabbri, Per una Critica del Disgusto nell’arte contemporanea; Giovanni Ferrario, Il disperato ottimismo della bellezza; Anna Valeria Borsari, Un’altra arte; Pablo Echaurren, Duchamp o della continenza; Federica Boragina, WolfVostell e il dé/coll-age: la sovversione come resistenza; Sara Fontana, Claudio Costa: Work in Regress; Alessandro Dal Lago, Il futuro di un’illusione? Graffiti e resistenza metropolitana; Serena Giordano, Il caso Ai Weiwei; Francesco Poli, Contro l’Artistar System; Francesco Tedeschi, Dopo il millennium bug. Immagini del passaggio; Franco Ferrero e Giorgio Zanchetti, Conversazione resistente.
Vi sarà un saluto del Prof. Elio Franzini, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Milano


Attraversamenti,  tra arte e fotografia

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes
Napoli, Riviera di Chiaia, 200

A cura di Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania
9 ottobre – 3 novembre 2019 

Selezione di opere fotografiche che hanno partecipato alla 70° edizione del Premio Michetti.

Per un capriccio
12 opere grafiche per Paolo Della Grazia

Opere grafiche di: Anna Valeria Borsari, Nanni Balestrini, Martino Oberto, Meri GorniGiancarlo Pavanello, Silvia Guberti, Daniela Comani, Raffaella Formenti, Franco Vaccari, Luca Vitone, Luca Maria Patella, Eva Marisaldi

Università di Pavia Collegio Fratelli Cairoli, Associazione Amici Galleria Marco Fraccaro
Galleria Marco Fraccaro – Pavia
A cura di Sara Fontana
Dal  12 al 28 Settembre 2019


EWVA  European women’s Video Art in the 70s and 80s

Edited by Laura Leuzzi, Elaine Shermilt and Stephen Partridge
Arts & Humanities Research Council, Duncan of Jordanstone College of Art & Design, University of Dundee
Jhin Libbey PublishingLtd, UK, 2019 – Indiana University Press


Attraversamenti tra arte e fotografia

Premio Michetti Arte contemporanea

A cura di Anna Imponente e Claudio Cerritelli
Dal 13 Luglio al 30 Settembre 2019
Fondazione Michetti – Francavilla al mare


Per un capriccio
12 opere grafiche per Paolo Della Grazia

Opere grafiche di: Anna Valeria Borsari, Nanni Balestrini, Martino Oberto, Meri Gorni,  Giancarlo Pavanello, Silvia Guberti, Daniela Comani, Raffaella Formenti, Franco Vaccari, Luca Vitone, Luca Maria Patella, Eva Marisaldi.

Testi di Paolo Della Grazia e Sara Fontana
Roberto Gatti editore, 2019
Laboratorio di Arti grafiche di Modena
Galleria Arte su carte,   dal 16 Febbraio al 9 Marzo 2019


Donne artiste in Italia, Presenza e rappresentazione

Dipartimento Arti Visive – Master accademico
Pubblicazione a cura di Silvia Simoncelli e Caterina Iaquinta
Nuova Accademia di Belle Arti di Milano – NABA -  novembre 2018


Proloco #2
Galleria Neon – Laveronica arte contemporanea

Agosto 2018 – Agosto 2019

Anna Battistini è su Facebook

Facebook
Dal gennaio 2018…


Pesaro - 54a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

WE WANT CINEMA - CINEMA E VIDEO DI RICERCA DAGLI ANNI SESSANTA A OGGI

SALA PASOLINI  

20 - 21 GIUGNO 2018 ALLE ORE 15,00         Cinema e video di ricerca /1 /2    Anni '60-'90
Presenta Giulia Simi

LA SOLITUDINE FEMMINILE (Italia, 1968, 8') di Giosetta Fioroni / AMOUR DU CINEMA (Italia, 1969 (11') di Rosa Foschi / ARTIFICIALE NATURALE (LA ROSA) (Italia, 1969, 15') di Marinella Pirelli / WIND SPEED 40 KNOTS (Italia, 1968, 4' 45''),THE MEASURING OF TIME (Italia, 1969, 5' 45'') di Laura Grisi / DISSOLVIMENTO (Italia, 1970,9') di Pia Epremian /APPENDICE PER UNA SUPPLICA (Italia, 1972, 10') di Ketty La Rocca /
AUTORITRATTO IN UNA STANZA (Italia, 1977,10') di Anna Valeria Borsari / VIDEOGAME, ESTRATTO (Italia, 1987, 2,5'), GENOVA ORA ZERO (Italia, 1993, 2'), SAVONA ORE DICIOTTO (Italia, 1993, 5'), IL PUBBLICO DEL CONCERTO (Italia, 1994, 2')/ I BARBONI DELLA DOMENICA (Italia, 1996, 2') / GIOSTRA (Italia, 2013, 2') di Simonetta Fadda / IL BAGNO 2 (Italia, 1995, 15') di Monica Carocci / LUCIDI FOLLI (Italia, 1986, 2'), CONGIUNTIVO FUTURO (Italia, 1988, 2'15"), COME PERSONE (Italia, 1995, 1'23"), QUASI NIENTE (Italia, 1997, 2'20") di Ursula Ferrara

22 - 23  GIUGNO 2018 ALLE ORE 15,00     Cinema e video di ricerca /3 /4      Anni 2000-2018
Presenta Giulia Simi

LEGENDA (Italia, 2002, 6') di Eva Marisaldi / TERRA (Italia, 2003, 8') di Elisabetta Benassi/ DIO È MORTO (Italia, 2003, 7') di Carola Spadoni / OUTWARDLY FROM EARTH'S CENTRE (Italia, 2007, 22') di Rosa Barba/ THE RED SHOES (Italia, 2007, 4' 45''), COPIES RÉCENTES DU PAYSAGES ANCIENNE / PETITE HISTOIRE DES PLATEAUXABANDONNÈS (Italia, 2012, 8' 24'') di Rä di Martino / NUI SIMU (Italia, 2010, 15') di Marinella Senatore / DE DJESS (Italia, 2015, 15') di Alice Rohrwacher / PRIVATE ANTHOLOGY (Italia, 2018, 15') di Alice Guareschi



Una giornata per ricordare Roberto Daolio

Tra Biglietti degli amici ed Esercizi di stile

Giovedì 3 maggio 2018 in Accademia e al MAMbo

Accademia di Belle Arti – Bologna  - a cura di  Gino Gianuizzi

Biglietti degli amici

"Biglietti degli amici" vedrà alternarsi in veloce successione brevi racconti e testimonianze su Daolio portati da amici artisti e colleghi. Parteciperanno: Lelio Aiello, Alessandra Andrini, Sergia Avveduti, Renato Barilli, Maria Rita Bentini, Bruno Benuzzi, Anna Valeria Borsari, Carlo Branzaglia, Giovanna Caimmi, Annalisa Cattani, Davide Da Pieve, Lara De Lena, Silvia Evangelisti, Emilio Fantin, Maurizio Finotto, Enrico Fornaroli, Yumi Karasumaru, Gabriele Lamberti, Valentina Manchia, Eva M arisaldi, Claudio Marra, Doerte Meyer, Sabrina Mezzaqui, Guido Molinari, Rinaldo Novali, Daniela Olivieri (Sissi), Salvatore Papa, Chiara Pergola, Rossella Piergallini, Leonardo Pivi, Maura Pozzati, Andrea Renzini, Mili Romano, Letizia Rostagno, Caterina Sinigaglia, Elena Vai.

In un viaggio in treno, alla fine degli anni Ottanta, mi ritrovai seduta vicino a Roberto Daolio, che conoscevo,  se pur superficialmente. Si stava facendo sera ed inaspettatamente Roberto, ripiegando un giornale che aveva in mano, iniziò a parlarmi della sua vita, della solitudine che avvertiva in quel periodo dopo una grave perdita, della madre bisognosa di cure costanti, cui era legatissimo.  Mi parlò per tutta la durata del viaggio, come si può fare con un vecchio amico o, a volte, anche con un totale sconosciuto. Anch'io gli raccontai un poco i miei problemi.  Non parlammo di lavoro. D'altra parte la sua attività di critico era allora abbastanza circoscritta nell'orbita delle iniziative di Renato Barilli, di cui era stato allievo,  e che  in quel periodo si occupava dei  "Nuovi nuovi ".  Nel 1990 fui felicemente sorpresa nel vedere il  nome di Roberto, a fianco di quello di Argan,  tra quelli di una commissione di un concorso promosso dal Dicastero alla Cultura di San Marino, "Provoc'Arte",  che invitava gli artisti ad intervenire in diversi luoghi della piccola Repubblica: esterni di vario tipo ed anche una Chiesa sconsacrata. La cosa per me era incredibilmente importante, perché per la prima volta si promuovevano pubblicamente operazioni come quelle che da almeno una decina di anni, con notevoli difficoltà e sforzi personali, ero riuscita ad attuare; partecipai quindi con entusiasmo, e fui anche premiata. Ma non contattai Roberto, né prima né dopo, come forse avrei dovuto fare. A causa di una misteriosa malattia, mai diagnosticata, passai poi un periodo di totale isolamento ed inattività. Nel '94, quando ripresi a lavorare, Mauro Manara, visitando Paesaggi infranti, site specific che avevo realizzato in un ex reparto dell'Ospedale Psichiatrico di Imola, mi disse che avrei dovuto conoscere un gruppo di giovani artisti che operavano in modo simile al mio ed esponevano nella nuova galleria Neon, diretta da Gino Gianuizzi.  Conobbi Gino ed un poco alla volta gran parte di quegli artisti, con cui avvertivo notevoli affinità e con cui condivisi diverse iniziative. In anni per me piuttosto difficili fui veramente felice di trovare a Bologna un contesto così stimolante, coeso, finalmente con molte e significative presenze femminili. I nostri linguaggi espressivi erano simili; vi erano però anche delle differenze, anzitutto di natura anagrafica, tra chi come me si era formato prima del crollo delle ideologie, e chi si era formato dopo.   Mi resi conto poi ben presto  che il punto di riferimento di quei giovani ed interessanti artisti, era anzitutto lui: Roberto Daolio, che in Accademia aveva insegnato a molti di loro e continuava a seguirli. Lo rividi completamente cambiato, carico di vita, di entusiasmo, di disponibilità. Roberto aveva la capacità di individuare il dettaglio che può fare di una discreta opera un'opera geniale, sapeva consigliare senza essere invasivo, e non amava apparire più di tanto. Fu a lui che chiesi un testo per Suonare Borsari, opera realizzata in quello che avrebbe dovuto essere il mio studio a Milano, nel '97; fu a lui che chiesi di presentare nel 2001 il mio Monumento al mare presso la GAM di Bologna.  Nel 2004, in occasione di una installazione che avevo fatto già al Care Off di Milano, Proposta abitativa,  parte iniziale della mia utopica serie: L'Arte come cura del mondo / il mondo come cura dell'Arte, mi invitò a parlare di quel progetto ai suoi studenti. Dopo il mio trasferimento a Milano ci furono meno occasioni di incontro, ma quando ho dovuto presentare a Bologna, in Santa Cristina,  Fuori dal monumento,  video tratto dalla performance che avevo fatto in piazza Maggiore, con relativa pubblicazione, ancora una volta gli ho chiesto un aiuto,  e la sua lettura dell'opera è stata determinante. Ci siamo salutati in fretta, certi di rivederci presto, scambiandoci un cenno a distanza  tra le tante persone presenti.

Anna Valeria Borsari

Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d'arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale

Dall'8 dicembre 2017 al 6 maggio 2018 nella Project Room del MAMbo.

Con la collaborazione del gruppo della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell'Università degli Studi di Bologna, composto da Davide Da Pieve, Lara De Lena, Roberto Pinto e Caterina Sinigaglia, che hanno anche curato la pubblicazione: Roberto Daolio. Aggregati per differenze (1978 - 2010), ed. postmedia books, 2017.

MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna | +39 051 6496611
info@mambo-bologna.org | www.mambo-bologna.org


ARTISSIMA 2017 Internazionale d'Arte Contemporanea

3-4-5 novembre 2017

Back to the Future 2017 – Artisti e Gallerie

 

L'ottava edizione di Back to The Future, la sezione della fiera dedicata alla riscoperta di grandi pionieri dell'arte contemporanea, intende mostrare a un largo pubblico  importanti opere degli anni '80 e valutarne l'impatto sulle sperimentazioni attuali. La sezione è curata da un board coordinato da Anna Daneri e composto da Zasha Colah, Dora García, e Chus Martinez.

Partecipano a Back to the Future 27 artisti attivi negli anni '80, presentati da 29 gallerie.
 SANTI ALLERUZZO, SPAZIOA, Pistoia; RASHEED ARAEEN, ROSSI & ROSSI, London, Hong Kong; LUCIANO BARTOLINI, STUDIO DABBENI, Lugano; MARION BARUCH, ANNE-SARAH BÉNICHOU, Paris + LAURENCE BERNARD, Geneva; JUDY BLUM REDDY, TWELVE GATES ARTS, Philadelphia; ANNA VALERIA BORSARI, STUDIO G7, Bologna; PHILIP CORNER, UNIMEDIAMODERN, Genova; JAQUELINE DE JONG, DÜRST BRITT & MAYHEW, Den Haag; AMALIA DEL PONTE, GALLERIA MILANO, Milano; NATHALIE DU PASQUIER, APALAZZO, Brescia; JEAN DUPUY, LOEVENBRUCK, Paris; MARIANNE EIGENHEER, VON BARTHA, Basel, S-chanf; JORGE FERRÉ, SENDA, Barcelona; ESTHER FERRER, ÀNGELS BARCELONA, Barcelona; VERA ISLER, BALZER PROJECTS, Basel; VIVIENNE KOORLAND, RICHARD SALTOUN, London; CORRADO LEVI, RIBOT, Milano; SERGIO LOMBARDO, 1/9UNOSUNOVE, Roma; ELISA MONTESSORI, MONITOR, Roma, Lisbon; BEVERLY PEPPER, KAYNE GRIFFIN CORCORAN, Los Angeles; NICOLA PONZIO, RICCARDO COSTANTINI, Torino; MARILENA PREDA-SÂNC, EASTWARDS PROSPECTUS, Bucharest; ÀNGELS RIBÉ, ANA MAS PROJECTS, Barcelona, San Juan; DIET SAYLER, 418GALLERY, Bucharest; JOACHIM SCHMID, P420, Bologna; ROBERTO TURNBULL, TIRO AL BLANCO, Guadalajara; JAN VERCRUYSSE, TUCCI RUSSO, Torre Pellice + VISTAMARE, Pescara.

OVAL – Lingotto Fiere
T +39 011 19744106


My way, A modo mio
Ginevra Grigolo e lo Studio G7
44 anni tra attualità e ricerca

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, 29 aprile - 28 maggio 2017

Il Comune di Bologna e l'Istituzione Bologna Musei omaggiano Ginevra Grigolo, figura chiave e punto di riferimento con la sua galleria Studio G7 nelle vicende dell'arte contemporanea a Bologna, con la mostra "My way, A modo mio". Il museo, ricostruendo le vicende di una galleria che, come la sua fondatrice, ha da sempre scelto di collocarsi nella dimensione della ricerca e dell'innovazione, intende proporre una delle tante letture possibili della storia culturale della città.
"My way, A modo mio" ripercorre 44 anni di attività portata avanti con passione dalla fondatrice (nel 1973) di Studio G7: la Sala delle Ciminiere e gli spazi adiacenti accolgono una vasta e acuta selezione di opere, oltre 150 pezzi, in cui grandi presenze internazionali si affiancano ad artisti di generazioni più giovani, proponendo diversi percorsi di ricerca ed espressione. La mostra è corredata da un catalogo edito da Corraini Edizioni.
Info.: MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna,  vi Don Minzoni 14- 40121 Bologna
+ 39 051 6496611 / info@mambo-bologna.org


Anna Valeria Borsari, Narciso, 1977


Alfabeta 1979-1988.
Prove d'artista nella collezione della Galleria Civica di Modena

A cura di Francesca Mora

Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, 25 marzo – 7 maggio 2017

L'esposizione, realizzata anche grazie alla collaborazione di Fondazione Mudima, Milano, è dedicata alle 66 Prove d'artista realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale "Alfabeta" tra il 1983 e il 1988.

Pubblicata a Milano dal 1979 al 1988, su iniziativa del comitato di redazione composto da Nanni Balestrini, Maria Corti, Gino Di Maggio, Umberto Eco, Francesco Leonetti, Antonio Porta, Pier Aldo Rovatti, Gianni Sassi, Mario Spinella e Paolo Volponi, "Alfabeta" era l'espressione di un gruppo di intellettuali diversi per formazione e interessi personali, accomunati dall'attiva partecipazione al discorso culturale, sociale e politico degli anni Sessanta e Settanta, e successivamente uniti nella riflessione sul come poter svolgere il proprio ruolo nella società "ideologicamente confusa" dei primi anni Ottanta.

La prove d'artista iniziano a comparire sul mensile a partire dal numero 44, del gennaio 1983, con un disegno di Fausto Melotti, ideato per l'occasione.

In mostra opere di:
Rina Aprile, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Alighiero Boetti, Anna Valeria Borsari, Eugenio Carmi, Giovanni Carta, Tommaso Cascella, Loriana Castano, Pietro Coletta, Giovanni D'Agostino, Dadamaino, Sergio Dangelo, Piero Del Giudice, Lucio Del Pezzo, Giuseppe Devalle, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Pablo Echaurren, Omar Galliani, Piero Gilardi, Gianpaolo Guerini, Emilio Isgrò, Ugo La Pietra, Alberto Magnaghi, Luigi Malerba, Enzo Mari, Giuliano Mauri, Fausto Melotti, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Claudio Olivieri, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Goffredo Parise, Claudio Parmiggiani, Luca Patella, Concetto Pozzati, Carlo Ramous, Liberio Reggiani, Marco Nereo Rotelli, Toti Scialoja, Lorenzo Sguanci, Giuseppe Spagnulo, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Grazia Varisco, William Xerra.

Catalogo edito da Fondazione Mudima, con testo di Francesca Mora e una testimonianza di Flaminio Gualdoni.

Organizzazione e produzione Galleria Civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con Fondazione Mudima.

Informazioni Galleria Civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena- tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932 - www.galleriacivicadimodena.it


Anna Valeria Borsari, Paesaggio, Da una serie di dipinti perduti, in Prove d'artista, "Alfabeta", 1988


Gender Imbalance

Nell'ambito del master in Contemporary Art Markets di NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano), diretto da Marco Scotini e coordinato da Silvia Simoncelli, il workshop «Gender Imbalance» propone un'inchiesta/studio sulla posizione delle donne nella storia dell'arte recente e nel mercato dell'arte e vede la partecipazione di artiste, collezioniste, galleriste di diversa generazione.

Il 24 marzo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 presso il campus Naba, si susseguiranno una serie di incontri con Donata Pizzi, collezionista (9,00-11,00, A2.7), Beatrice Catanzaro, artista (11,00-13,00, A0.2), Anna Valeria Borsari, artista (14,00-16,00, A2.7), Grazia Varisco, artista (16,00-18,00, presso spazio Ca' di Fra).
Gli incontri sono a cura di: Silvia Simoncelli, Caterina Iaquinta, Elivra Vannini.

 


Almanacco 2017 – alfabeta2

Per l'Almanacco 2017 – alfabeta 2, ed. Derive Approdi,  Manuela Gandini e Francesca Pasini  hanno invitato oltre cento artiste del mondo (WAW – Women Artists of the World) a partecipare con le loro immagini.

Presentazione presso la Fondazione Mudima, mercoledì 25 gennaio 2017, ore 17,30, a cura di Nanni Balestrini, Maria Teresa Carbone ed Andrea Cortellessa; con interventi di Lucia Tozzi, Lelio De Michelis, Giorgio Mascitelli, Jan Reister, Marco Scotini.

FONDAZIONE MUDIMA - Via Tadino 26 - 20124 Milano-  t. 02.29409633   info@mudima.net  www.mudima.net

Presentazione presso la Libreria delle donne di Milano, mercoledì 15 marzo, ore 18,30, a cura di Manuela Gandini e Francesca Pasini

Libreria delle donne, Via Pietro Calvi 29, Milano, tel. 0270006265  info@libreriadelledonne.it   www.libreriadelledonne.it

 


The History of European photography

Gigliola Foschi, 1970- 2000 – Italian Photography,  in The History of European photography, 1970-2000, Vol. III, november 2016,  http://Obchod.sedf.skMaria.Herenyi@gmail.com,  pp. 411 – 435.

Photographers: Paola Agosti, Vasco Ascolini, Carlo Benvenuto, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Nunzio Battaglia, Antonio Biasiucci, Anna Valeria Borsari, Maurizio Buscarino, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Francesco Cito, Mario Cresci, Tano D'Amico, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Franco Fontana, Fausto Giaccone, Paolo Gioli, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Luisa Lambri, Lelli e Masotti, Armin Linke, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Nino Migliori, Ugo Mulas, Walter Niedermayr, Occhiomagico, Paolo Pellegrin, Marialba Russo, Oliviero Toscani, Ivo Saglietti, Roberto Salbitani, Ferdinando Scianna, Elisa Sighicelli, Alessandra Spranzi, Franco Vaccari, Massimo Vitali, Silvio Wolf, Francesco Zizola.

 


Bologna dopo Morandi 1945- 2016

A cura di Renato Barilli

dal 22/09/2016 al 08/01/2017, Palazzo Fava, Via Alessandro Manzoni 2, Bologna

 


Labirinti senza muri

A cura di Sara Fontana

Dal 29 ottobre al 27 novembre 2016, Premio d'arte "Città di Treviglio", su invito, e Concorso Giovani Talenti, riservato agli under 35, su selezione. Per la quarta edizione del Premio, i dieci artisti invitati sono:

Anna Valeria Borsari, Amalia Del Ponte, Bruno Di Bello, Salvatore Falci, Giovanni Frangi, Marco Grimaldi, Gabriele Jardini, Andrea Mastrovito, Francesco Pedrini, Anne e Patrick Poirier.

Per il Concorso Giovani Talenti 2016, la giuria ha selezionato tredici artisti: Byron Francisco Andrade Gago, Andrea Barzaghi, Pamela Breda, Calori & Maillard, Michele D'Agostino, Davide Mancini Zanchi, Edoardo Manzoni, Saba Masoumian, Elena Mazzi, Claudia Ponzi, Stefano Serretta, Giulia Spreafico, Cosimo Veneziano.

Esposizione nella Sala Crociera del Museo Della Torre di Treviglio (vicolo Bicetti 11, Treviglio), in altre sedi comunali e nello Spazio SanPaolo Invest (via Cavallotti 31b, Treviglio) dal 29 ottobre al 27 novembre 2016.

Info: Segreteria del Premio c/o il Comune di Treviglio: Tel. +39 0363 317502 / + 39 0363 317520/ +39 0363 317506 - info@premiocittaditreviglio.it


Anna Valeria Borsari, Labirinto (particolare), 1976, 45 fotografie b/n cm. 18 x 24.

 


Extra DRY

Anna Valeria Borsari
19 luglio - 17 ottobre 2016
DRY Cocktails & Pizza, via Solferino 33, Milano

  
Anna Valeria Borsari, Attraversarsi, sequenza di diapositive trasferita in formato digitale, 1977, 1'05''. Courtesy l'artista.

Extra DRY è il programma dedicato al video in Italia curato da Peep-Hole negli spazi di DRY Cocktails & Pizza. Dopo aver presentato il lavoro di artisti italiani delle ultime generazioni, Peep-Hole dedica la terza edizione alla sperimentazione video degli anni Sessanta e Settanta e presenta quattro cicli monografici con le opere di Anna Valeria Borsari, Ugo La Pietra, Luca Maria Patella e Franco Vaccari.

Concentrate tra la fine del 1976 e il 1977, le opere presentate per l'ultimo appuntamento di Extra Dry segnano il passaggio di Anna Valeria Borsari dall'ambito concettuale a nuove modalità operative. Caratteristica dei lavori è la precarietà dell'opera, che può essere riassorbita dai luoghi in cui e per cui è stata prodotta, permanendo però nella documentazione fotografica, nelle descrizioni o nel ricordo. Ne Il testimone (1976-77) Borsari riprende ciò che vede percorrendo un porticato fino a incrociare un uomo cui domanda testimonianza di averla vista. In Autoritratto in una stanza (1977) l'intenzione dell'artista di eseguire il proprio autoritratto viene negata durante la realizzazione dell'opera stessa. Infine in Attraversarsi (1977) la visione affiancata di due sequenze di fotografie scattate a intervalli regolari dalle estremità di un portico, evidenzia un unico punto e momento in cui l'artista, equidistante dai due punti di vista, "si attraversa".


BAU TREDICI / DRESS CODEX (2016)

Gli autori di BAU Tredici: Andrea Abati, Aboutiful, Paolo Albani, Silvia Ancillotti, Fernando Andolcetti, Stella Bach, Nora Bachel, Nanni Balestrini, Vittore Baroni, Golnaz Bashiri, Anna Valeria Borsari, Antonino Bove, Luca Brocchini, Myriam Cappelletti, Andrea Chiarantini, Weixin Chong, Cosimo Cimino, Massimo Cittadini, Carla Crosio, GianLuca Cupisti, Anne & Mario Daniele, Jakob De Chirico, Luca De Silva, Gabriele Dini, Graziano Dovichi, Amelie Duchow, Laura V.d.B. Facchini, FBarbara Fluvi, ForA, Monica Fossi Giannozzi, Ingrid Gaier, Annaklara Galli, Carlo Galli, Delio Gennai, Chiara Giorgetti, Gumdesign, Valentina Lapolla, LeRusco, Margherita Levo Rosenberg, Lolamur, Claudia-Marie Luenig, Marcantonio Lunardi, Ruggero Maggi, Manuela Mancioppi, Ubaldo Molesti, Rachel Morellet, Gertrude Moser-Wagner, Mario Mulas, Murat Önol, Virginia Panichi, Guido Peruz, Lamberto Pignotti, Giorgio Poli, ProgettoUtopia, Quek & Cambrai, Claudio Romeo, Massimo Salvoni, Sergio Sansevrino, Sarenco, Eva Sauer, Gue Schmidt, Simoncini.Tangi, Lorena Sireno, Serena Tani, Nicola Felice Torcoli, Päivi Vähälä, Tommaso Vassalle, Giacomo Verde, Elisa Zadi, Lucrezia Zaffarano.      
Testi redazionali: Vittore Baroni, Antonino Bove,Luca Brocchini, Francesca Cattoi, Andrea B. Del Guercio, Alessio Guano, Tipigrafici/Aboutiful, Maurizio Marco Tozzi, Helena Velena.
Contributi redazionali di: Nanni Balestrini, GianLuca Cupisti, Graziano Dovichi, Lamberto Pignotti, Lorena Sireno, Päivi Vähälä.     Progetto Grafico: Gumdesign

Mostre

GAMC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea «Lorenzo Viani», Viareggio,  18 giugno -  15  luglio, e finissage  con  Andrea Del Guercio

Paola Raffo Arte contemporanea, Pietrasanta, 6- 21 agosto

Biennale d'Arte Cartasia, Lucca, 13 agosto - 9 settembre

Artforms, Prato, 22- 24 settembre

Presentazioni

Studio Gennai Arte Contemporanea, Pisa, 25 settembre
Sala conferenze  Museo del Novecento, Milano, 18 ottobre , con  Bruno Corà e Giorgio Zanchetti.


Laura Leuzzi, Early Women Artists' Video Art in Italy: An overview, "Paradoxa", Vol. 38, 2016, pp. 66-73.


Anna Valeria Borsari, Biography & Interview, February 2016, EWVA, ac. Uk. - European Women's Video Art - Principal Investigator Professor Elaine Shemilt; Co-investigator Professor Stephen Partridge; Reseaech Assistant Dr. Laura Leuzzi; Archivist Adam Lockhart- Visual Research Centre – Duncan of Jordanstone College of Art & Design, University of Dundee


BAU TREDICI / DRESS CODEX / urgenze contemporanee in veste di rivista. L'Associazione culturale no profit BAU di Viareggio assembla, produce e distribuisce dal 2004 un periodico a scadenza annuale - BAU Contenitore di Cultura Contemporanea - che raccoglie, in una scatola-contenitore, lavori originali di autori nazionali e internazionali. Esemplari di BAU sono conservati presso numerose biblioteche, musei, archivi e collezioni, dal MART di Rovereto alla Tate Modern di Londra. La rivista prosegue nell'esplorazione di nuove dimensioni col prossimo numero Tredici (2016), che verrà realizzato nel formato UniA2 (cm. 42 x 59,4) sul tema dell'abito (Dress Codex) - info@bauprogetto.net - www.bauprogetto.net.

Anna Valeria Borsari, Abito mimetico per
Migranti via mare, particolare dell'opera per
BAU TREDICI/ DRESS CODEX, 2016.


Extra DRY @ Accademia di Brera Milano

Lezioni aperte, approfondimento sul lavoro degli artisti invitati da Peep-Hole al programma Extra Dry, dedicato al video in Italia, curato da  Peep-Hole negli spazi di DRY Cocktails & Pizza a Milano. In collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera, con i corsi di Storia dell'Arte Contemporanea del Prof. Giacinto Di Pietrantonio e della Prof.ssa Laura Cherubini, ed il corso di Ultime Tendenze delle Arti Visive della Prof.ssa Cloe Piccoli, la terza edizione di Extra Dry vede la partecipazione di alcune tra le figure di rilievo della sperimentazione video degli anni Sessanta e Settanta:

Anna Valeria Borsari, Ugo La Pietra, Luca Maria Patella, Franco Vaccari.

Le lezioni, indirizzate agli studenti e aperte al pubblico esterno, si terranno all'Accademia di Belle Arti di Brera dalle 12.00 alle 14.00 il  28 gennaio 2016.


REWIND/Italia, Early Video Art in Italy/ I primi anni della videoarte in Italia, ed. by Laura Leuzzi and Stephen Partridge, John Libbey Publishing Ltd., 2016.


Now You Can Go, The Showroom, the ICA, Space Studios and Raven Row, London. December 2015- Autoritratti -  curated by Laura Leuzzi and Giulia Casalini - Ketty La Rocca, Anna Valeria Borsari, Catherine Elwes, Elisabetta di Sopra, Elaine Shemilt, Maria Teresa Sartori, Federica Marangoni, Tina Keane, Cinzia Cremona.


Anna Valeria Borsari, Autoritratto in una stanza,
video, 11', 1977, Galleria del Cavallino, Venezia.


ARTE PER CHI, Il ruolo del pubblico nell'arte contemporanea, a cura di Anna Valeria Borsari, A+MBookstore ed. , ottobre 2015. Pubblicazione che raccoglie i materiali comparsi sul blog: www.arteperchi.org.


CON IL PUBBLICO, Stefano Arienti, Valentina Berardinone, Anna Valeria Borsari, Gianluigi Colin, Barbara Fassler, Alberto Garutti, Elio Grazioli, Ugo La Pietra, Corrado Levi, Amedeo Martegani, Ferdinando Mazzitelli, Concetta Modica, Luca Pancrazzi, Pierfabrizio Paradiso, Fausta Squatriti, Bert Theis, Sophie Usunier, Wurmkos; mostra collettiva, cui hanno partecipato gli artisti che in qualche modo han contribuito al progetto Il ruolo del pubblico nell'arte contemporanea, realizzato dalla associazione AR.RI.VI, con patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, e contributo della Fondazione CARIPLO. La mostra è  a cura di Andrea Ferri e Giuliano Manselli, presso AR.RI.VI (Archivio Ricerca Visiva), Milano, Ottobre- Novembre 2015.

Anna Valeria Borsari, da Madonna di  monete e cereali, Piazza Duomo, Milano, 1979. 


Naturale e/o artefatto, Anna Valeria Borsari, Franco Farinelli, Eleonora Fiorani, Raffaele Milani, Gian Battista Vai, Naturale e/o artefatto, ed. Mimesis / Filosofie,  2015.  Atti del convegno tenutosi all'Università di Bologna.


arteperchi - Il ruolo del pubblico nell'arte contemporanea, ideazione del progetto biennale per AR.RI.VI ed "argomenti" sul blog www.arteperchi.org.


Presentazione di Ipotesi d'artista, presso la Sala Napoleonica dell'Accademia di Belle Arti di Brera, a cura di Claudio Cerritelli, con Anna Valeria Borsari, Giacinto Di Pietrantonio, Pier Luigi Tazzi, in occasione della ristampa degli atti dello storico convegno tenutosi nell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna, nel 1984.

 


Presentazione di Ipotesi d'artista,  da sinistra: Giacinto Di Pietrantonio, Pier Luigi Tazzi, Anna Valeria Borsari, dic. 2014, Sala Napoleonica dell'Accademia di Brera.


La città e la memoria, due collezioni a confronto per il ventennale della Galleria d'Arte V. Guidi, Cascina Roma, San Donato Milanese, 22.11.2014 – 22.02. 2015, Comune di San Donato Milanese, in collaborazione con ENI. Opere delle collezioni, realizzate  tra gli anni Trenta  ed  il Duemila, di: Valerio Adami, Augusto Alvini, Anna Valeria Borsari, Gino Brogi, Domenico Cantatore, Angelo Del Bon, Renato Galbusera, Giuseppe Guarino, Mitchell Johnson,Marcello Nizzoli, Maurizio Simonetta, Emilio Tadini. Organizzazione mostra: Isabella De Matteis, Iris Pontarini; a cura di Monica Loffredo per ENI.


MDC partecipazione al libro in occasione dell'ottantacinquesimo compleanno di Mario Diacono, novembre 2014, Edizioni del Pareto – Luigi Maramotti, Danilo Montanari editore, pubblicazione in 100 copie riservate ai 100 artisti che sono stati invitati a collaborare con un'opera inedita, ed una a Mario Diacono; da ideazione di Luisa Rabbia.

 


Anna Valeria Borsari, Caro Mario, tempera e matita, 2014.


#BCM14 - 13/16 Novembre 2014 – Bookcity Milano – Da verso_coincidenze 3° edizione
c/o Paper & People, a cura di Chiara Giorgetti,  Margherita Labbe, Anna Mariani, per la scuola di grafica d'arte dell'Accademia di Brera, per il progetto transizioni arte_poesia:
 Anna Valeria Borsari, Giulia Niccolai.


Partecipazione a: Racconto Di20, a cura di Concetta Modica e Sophie Usunier; Anna Valeria Borsari, Concetta Modica, Italo Zuffi, 28 ottobre 2014, studio Ferrari, Milano.


Videoex Internationales Experimentalfilm & Video Festival Zurich -
24.5 – 1.6 2014 -  REWINDItalia. Artists'Video in Italy in the 70s & 80s. Kuratiert von Stephen Partridge und Laura Leuzzi.


Partecipazione a: In pasto al presente, di Concetta Modica, ed. A+MBoostore, Milano, ottobre 2013. Conversazioni, testi di: Stefano Arienti, Marion Baruk, Stefano Boccalini, Anna Valeria Borsari, Vincenzo Cabiati, Marco Cingolani, Ermanno Cristini, Enzo Cucchi, Mario Dellavedova, Gabriele Di Matteo, Alberto Garutti, Marco Gastini, Emilio Isgrò, Francesco Lauretta, Corrado Levi, Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello, Amedeo Martegani, Chijoko Miura, Giulio Paolini, Luca Pancrazzi, Alessandra Spranzi, Alessandra Tortarolo, Franco Vaccari, Grazia Varisco, Vedovamazzei, Gilberto Zorio.


Interno domestico, Mostre in appartamento 1972- 2013, a cura di Federica Boragina e Giulia Brivio, Fortino Editions, ottobre 2013.


In copertina: A. V. Borsari, Suonare Borsari, 1997,  veduta dell'installazione (rielaborazione grafica: G. Brivio).


Autoritratti, Iscrizione del femminile nell'arte contemporanea, MAMbo, Bologna, mostra collettiva da un'idea di Uliana Zanetti; sezione a cura di Emanuela De Cecco, testo in catalogo di Emanuela De Cecco, Date le circostanze, Valentina Berardinone, Anna Valeria Borsari, Maria Lai, Bologna, catalogo Ed. Corraini, 2013.


Anna Valeria Borsari, Autoritratto in una stanza, 1977, installazione fotografica e video, mostra Autoritratti, MAMbo, Bologna, 2013,
(Courtesy MAMbo).


Conversazioni, in: Storie di Fotografia,  "L'uomo nero", n. 9, dicembre 2012, Ora sono qui, conversazione con Anna Valeria Borsari, a cura di Silvia Paoli e Giorgio Zanchetti; da un ciclo di incontri tenuti tra il 2007 ed il 2009 al Castello Sforzesco, per il Dipartimento del delle Arti dell'Università degli Studi di Milano e  il Civico Archivio Fotografico di Milano. Incontri con: Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati, Cesare Colombo, Nino Migliori, Antonia Mulas, Roman Opalka, Franco Vaccari, Mario Cresci, Gabriele Basilico, Guido Guidi, Anna Valeria Borsari, Marina Ballo Charmet.


Boite #10- inverno 2012 – partecipazione alla rivista, diretta da Federica Boragina e Giulia Brivio, con un testo: Anna Valeria Borsari, Non ho mai pensato alla narrative art…, ed un piccolo multiplo.